Tremila anni di storia
in due chilometri quadrati.
Dal Tempio di Apollo al Duomo barocco, dal Teatro Greco alle Catacombe di San Giovanni. Siracusa è Patrimonio UNESCO dal 2005. Qui trovi i luoghi che ogni nostro ospite ci chiede, quelli che diciamo di non perdere.
A piedi da tutto,
senza auto, senza stress.
Zona Ortigia
Il cuore barocco sul mare.
L'isola è il nucleo originario di Siracusa. Qui sbarcarono i Corinzi nel 734 a.C. fondando la colonia che Cicerone avrebbe chiamato «la più grande e la più bella di tutte le città greche». Collegata alla terraferma da due ponti, conserva 27 secoli di storia stratificati: templi dorici inglobati in chiese barocche, fontane millenarie, palazzi che cambiano faccia a ogni luce del giorno.
I quartieri di Ortigia
Ortigia, appena un chilometro quadrato, si divide in quattro quartieri storici dai nomi antichi. Ognuno ha la sua pietra, la sua luce, il suo carattere, e attraversarli è un modo per capire come la città sia stata costruita.
- Graziella, a nord, sul Porto Grande. Quartiere popolare con i tipici panni stesi tra i balconi, potrai sentire gli odori di cucina dalle finestre aperte. Qui vive il mercato, qui si ascolta il siracusano più stretto.
- Spirduta, il quartiere medievale per eccellenza, dove si trova Palazzo Montalto. Vicoli a gomito, scorci su cortili, silenzio anche in alta stagione.
- Giudecca, quartiere ebraico con il Miqveh. Stretto, chiuso, contemplativo.
- Bottari / Turba, a sud, verso la Fonte Aretusa e il Castello Maniace. Lungomari, palazzi nobiliari sei-settecenteschi, la luce più bella al tramonto.
Senza fretta: Ortigia si cammina a orari liberi, meglio al mattino presto e al tramonto quando la pietra calcarea cambia colore.
Duomo e Piazza del Duomo
Una delle sovrapposizioni architettoniche più straordinarie del Mediterraneo. Nel V secolo a.C. i Siracusani edificarono un tempio dorico dedicato ad Atena: le sue colonne sono tuttora visibili in facciata e lungo la navata. Nel VII secolo d.C. il tempio fu trasformato in basilica cristiana; dopo il terremoto del 1693 la facciata fu ricostruita in forme barocche da Andrea Palma (1728-54).
La piazza antistante, uno dei palcoscenici barocchi più belli d'Europa, ospita Palazzo Beneventano del Bosco, Palazzo Vermexio (l'attuale municipio) e l'Arcivescovado. Ideale al mattino presto per la luce radente, o a notte fonda per il silenzio.
Fonte Aretusa
Sorgente d'acqua dolce affacciata sul Porto Grande, citata già da Pindaro e Virgilio. Il mito: la ninfa Aretusa fugge dal dio fluviale Alfeo e Artemide la trasforma in sorgente; riemerge qui, a Ortigia, dopo essere passata sotto il mare.
I papiri che crescono nella vasca, piantati nell'Ottocento durante l'abbellimento voluto dal barone Borgia, prosperano grazie all'acqua dolce e al clima. Al tramonto intorno alla Fonte siede mezza città.
Tempio di Apollo
Il più antico tempio dorico periptero della Magna Grecia (VI secolo a.C.). Un'iscrizione sull'architrave menziona l'architetto Kleomenes, una delle prime firme di un architetto greco arrivate fino a noi.
La sua storia racconta il Mediterraneo: trasformato in chiesa bizantina, poi in moschea araba, poi in chiesa normanna, poi in caserma spagnola. Oggi è visibile a cielo aperto, al margine settentrionale di Ortigia.
Castello Maniace
Voluto da Federico II tra il 1232 e il 1239 sulla punta sud di Ortigia, prende il nome da Giorgio Maniace, il generale bizantino che nel 1038 riconquistò Siracusa dagli arabi. Esempio purissimo di architettura federiciana: portale marmoreo in stile gotico, Sala Ipostila con venticinque volte a crociera su sedici colonne di pietra calcarea.
Dall'alto si vede solo l'orizzonte del mare. Per secoli prigione dei regnanti di turno; oggi si entra.
Santa Lucia alla Badia
Piccola chiesa tardo-barocca affacciata su Piazza del Duomo, con facciata settecentesca e interno raccolto. Dedicata a Santa Lucia, martire siracusana del 304 d.C. e patrona della città, è stata tra il 2009 e il 2020 la sede temporanea del Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio (1608), custodito qui durante i restauri della chiesa originale.
Resta comunque una tappa della passeggiata in Piazza del Duomo: la facciata di Luciano Caracciolo (1703), l'interno con stucchi e pavimento nel tipico cotto siciliano, il 13 dicembre festa della santa, tra le più sentite dell'isola.
Mercato di Ortigia
Lungo Via Emanuele De Benedictis, a due passi dal Tempio di Apollo, si stende ogni mattina uno dei mercati più vivi di Sicilia, al pari del Ballarò palermitano e della Pescheria di Catania. Pescheria al centro, bancarelle di frutta e verdura, macellerie, salumerie, formaggi, spezie, pani, olive, pomodori secchi. Voci sovrapposte, le «vanniati» dei venditori, odore di limoni.
Da qualche anno il mercato è anche luogo del pranzo: pane cunzato, panini con pesce spada, frittatine di neonata, piatti di crudi preparati sul momento da banchi improvvisati. Andarci la mattina presto, stomaco pronto.
Galleria Palazzo Bellomo
Galleria Regionale ospitata in un palazzo di origine sveva (XIII sec.) ampliato in stile catalano nel Quattrocento. La collezione copre il periodo che va dall'alto medioevo al barocco: sculture di Francesco Laurana, dipinti a più scomparti, oreficerie, carrozze cerimoniali, presepi siciliani.
Via Capodieci, a metà strada tra il Duomo e la Fonte Aretusa. Percorso compatto, poco affollato, didascalie anche in inglese.
Palazzo Montalto
Uno dei palazzi più antichi di Siracusa. L'iscrizione sul portale, in latino, porta la data: 1397. Lo fece costruire Macciotta Mergulense, esponente della nobiltà aragonese, nello stile gotico chiaramontano che dal XIV al XV secolo lasciò tracce da Palermo ad Agrigento.
Oggi si chiama Mergulense-Montalto perché nel 1365 la Regina Costanza d'Aragona concesse l'area a Filippo Montalto, barone del Prato. La facciata conserva una bifora e una trifora con motivi geometrici, floreali e a zig-zag, testimonianza rara del medioevo in una città dominata dal barocco post-terremoto. Sta nel quartiere Spirduta.
Quartiere ebraico
della Giudecca
Tra Via della Giudecca, Via Alagona e Via dell'Ermenegilda si apre uno dei quartieri ebraici più importanti della Sicilia medievale. La comunità ebraica di Siracusa si stabilì alla fine del VII secolo d.C.; fu espulsa nel 1492 con il decreto dell'Alhambra dei re cattolici. Passeggiare oggi nei vicoli stretti, tra case basse e cortili nascosti, è seguire le tracce di quella storia.
Nel quartiere anche la Chiesa di San Giovannello (XIV secolo), piccola chiesa gotica dal portale ogivale e dall'interno essenziale, in Via della Giudecca. È l'antica sinagoga, trasformata in chiesa dopo il 1492.
Parco Archeologico
della Neapolis
Dove il teatro ebbe inizio.
Nel V secolo a.C. Siracusa era la seconda città greca del Mediterraneo dopo Atene. Eschilo stesso mise in scena qui I Persiani. La Neapolis, «città nuova» in greco, era il distretto sacro e degli spettacoli: teatri, altari giganteschi, cave di pietra. Tutto concentrato in un fazzoletto di terra, con biglietto unico.
Teatro Greco
V secolo a.C., costruito sul pendio del colle Temenite. Diametro di 138,6 metri, cavea per quindicimila spettatori: tra i più grandi teatri del mondo antico. Qui Eschilo riportò in scena I Persiani, la tragedia che aveva debuttato ad Atene nel 472 a.C., e mise in scena Le Etnee, che scrisse proprio per questo teatro. Ristrutturato da Ierone II nel III secolo a.C. e ancora in uso.
Nel XVI secolo gli Spagnoli ne smantellarono parte dei gradini per costruire le mura di Ortigia. Dal 1914 l'INDA vi mette in scena ogni estate le tragedie classiche: maggio-luglio, spettacolo imperdibile.
Orecchio di Dionisio e Latomie
Grotta artificiale alta 23 metri e profonda 65, scavata nella roccia calcarea per estrarne i blocchi con cui è stata costruita Siracusa. La forma a padiglione auricolare amplifica l'eco fino a sedici volte. Fu Caravaggio, in visita nel 1608, a darle il nome attuale, «Orecchio di Dionisio»: secondo la leggenda il tiranno Dionisio ne sfruttava l'eccezionale acustica per ascoltare di nascosto i prigionieri rinchiusi nelle cave.
Le Latomie, cave di pietra, erano anche prigione a cielo aperto. Oggi sono un giardino di limoni, magnolie e papiri: uno dei luoghi più freschi della città in piena estate.
Ara di Ierone II
Il più grande altare dell'antichità: 198 metri di lunghezza per 23 di larghezza, voluto da Ierone II nel III secolo a.C. Durante le Eleutherie, la festa in onore di Zeus Liberatore, vi si sacrificavano simultaneamente quattrocentocinquanta tori.
Oggi resta soltanto il basamento scavato nella roccia. Ma la misura dice tutto: camminarci intorno dà l'idea della Siracusa di Ierone.
Anfiteatro Romano
Fine del I secolo a.C., 140 per 119 metri, ellittico, in gran parte scavato nella roccia. Destinato ai munera (combattimenti tra gladiatori) e alle venationes (cacce rituali). Sono ancora visibili i sottopiste, i corridoi per le fiere, le botole di accesso.
Meno frequentato del Teatro Greco. Vale venti minuti: il passaggio dal teatro al circo racconta il passaggio da Siracusa greca a Siracusa romana.
Museo & Catacombe
Fuori dal parco, ma poco più in là.
Museo e Catacombe non si trovano dentro il parco archeologico, ma poco più a nord, all'interno di Villa Landolina. Si possono visitare nella stessa giornata del Parco, meglio separatamente, richiedono concentrazione. Biglietti indipendenti.
Museo Archeologico Paolo Orsi
Uno dei musei archeologici più importanti d'Europa, intitolato all'archeologo trentino che per primo scavò sistematicamente la Sicilia. Ospita 18.000 reperti dal neolitico al bizantino: vasi protocorinzi, monete greche, la Venere Anadyomene, il sarcofago di Adelphia.
La sede attuale (1988) è un edificio esagonale dentro il parco di Villa Landolina. Percorso cronologico chiaro, didascalie anche in inglese ben curate.
Catacombe di San Giovanni
Il secondo complesso paleocristiano più esteso d'Italia dopo quello di Roma. Gallerie scavate tra IV e V secolo d.C. nella roccia calcarea, con tombe a nicchia, arcosolio e cubicoli familiari. Qui è sepolto Marziano, primo vescovo di Siracusa.
Sopra, la chiesa normanna; sotto, la cripta di San Marziano con affreschi bizantini. Visita guidata inclusa, quarantacinque minuti: l'acustica e il silenzio rendono il momento sacro.

E se a raccontarteli fosse una guida?
Gli stessi luoghi che hai appena letto — Ortigia e il Parco della Neapolis — percorsi con una guida turistica autorizzata, in italiano o in inglese, che ne svela storie e dettagli.
Vedi le visite guidateNon sapete
da dove iniziare?
Eleonora è guida turistica. Al check-in vi consiglia il percorso adatto ai vostri giorni, ai vostri passi e alla vostra curiosità.
Prenota il soggiorno →